lunedì 17 settembre 2012

Chi?

Per la prima volta mi son sentito chiamare "il fotografo"... mi ha dato noia. Per quello che intendo io come fotografo, non vorrei mai essere chiamato così. Vedo questa figura come chi fa immagini forse, commissioni, stampe. Non mi ritrovo in questo preferisco dare fotografie su cui soffermarsi almeno qualche secondo in più che sulla semplice immagine.

A breve caricherò il reportage su Londra... non sono ancora riuscito a capire tutte le foto

domenica 8 luglio 2012

Mercuzio non vuole morire





Ha negli occhi la bellezza di chi poco sa del mondo, di chi si meraviglia, di chi ha una luce dentro in grado di muovere i monti e svuotare i mari. Di far innamorare con l'azzurro del cielo più puro.



Apro il nero mantello che avvolge i miei sogni per dare la vita a chi come me, si orienta di notte col faro delle emozioni...










Aveva occhi grandi come il mare e lucenti come stelle
magneti attraenti che l'occhio non può smetter di guardare.
Sei faro nella notte d'estate col profumo dei gerani che dalle bianche terrazze scende fino a qui
dove l'onda si infrange sullo scoglio duro.
Duro come il cuore tuo
che si allenta solo quando la melodia torno a suonare,
più dolce di prima, amara come mai.

Vivo di un pugno di emozioni
di immagini parlanti
di note lasciate all'ombra
di facce bianche.
Sorrisi sofferenti e sguardi attraenti.
Vivo perchè son costretto.
Come te che hai preferito partir lontana invece di restare qui.
Saresti stata all'ombra, protetta soffocata.
Per te che hai ali grandi come un gabbiano e la voglia di libertà dell'aquila
andar lontano era il rimedio.
E lontana sei andata,
lontana da me e da chiunque altro.
Ed ora son io che muoio,
perché si può patire di presenza ma si può soffocare anche di assenza.

D.Colivicchi,  Luglio 2012