giovedì 19 gennaio 2012

il Rosso


Rosso come il sangue
Rosso come il tramonto sul porto
Rosso come le terre senesi
Rosso come il pensiero che mi porta da te,
 nelle notti d'estate oltre il tetto su di me


martedì 17 gennaio 2012

Treasure of Tuscany







La Dolce Vita


Una semplice rievocazione di auto storiche che passa nella tua città può essere il pretesto per tornare con la mente indietro nel tempo, a quando questi magnifici modelli percorrevano davvero le nostre vie. Mi immagino queste auto con sopra belle signore coi capelli al vento o racchiusi nei loro foulard a pois bianchi e neri. Allora via i colori dalle foto e dentro un bianco e nero leggermente opaco a richiamare lo stile del tempo.


The Drops


Ecco come ci si può esercitare divertendosi tra le mura domestiche senza dover cercare cose particolari. Serve solo un bicchiere pieno d'acqua un cartoncino colorato per fare lo sfondo, gocce che cadono dall'alto ed il gioco è fatto. La reflex impostata sul minimo diaframma, distanza focale al massimo, flash e un tempo di scatto intorno a 1/160... le immagini ottenute sono semplici ma gradevoli e vi accorgerete che prendere il tempo alla goccia non è tra le imprese più semplici.



martedì 6 dicembre 2011

Volterra, Autoritratto


La dimostrazione di come guardano in basso, certe volte si riesce a vedere in alto fino al cielo. Come in questo esempio di scatto in Piazza dei Priori, fotografando il riflesso della piazza sul cofano di auto che oltretutto rende molto interessante per l'effetto fish-eye che da.

martedì 29 novembre 2011

She's Sexy


Pisa, Piazza Dante - 29/11/2011
Passando dalla piazza alla caccia di tetti, finestre strane, portoni o chissà quale strana geometria architettonica, mi distrae come spesso accade l'elemento umano. Una ragazza su una panchina di marmo intenta a leggere il suo libro: molto carina... e questo per me è lo scatto che la riassume. Avrei potuto scattargli altre mille foto e lei non si sarebbe accorta di nulla. Troppo a suo agio in quel posto e troppo presa dalla lettura. Il modo in cui stava rilassata sulla panchina, con quel piede fuori dalla ballerina mi trasmetteva spensieratezza.

lunedì 28 novembre 2011

Flash of City

Mi sono divertito a scattare tra le vie pisane senza uno schema preciso, inquadrando materiali, geometrie, colori, architetture, contrasti... seguendo solo la voglia del momento. Appena avrò pronte le foto pubblicherò una mini raccolta. Una serie di Flash quotidiani...

mercoledì 23 novembre 2011

No War, Pisa 2011

Pisa - Novembre 2011
Foto scattata tra i vicoli meno conosciuti di Pisa durante una serata piovosa.

martedì 22 novembre 2011

APPUTI: L'esposizione

Ora che sappiamo a cosa servono il tempo di scatto, diaframma e iso, dobbiamo capire che questi non sono utilizzabili slegati l'uno dall'altro ma vanno tutti fatti quadrare per ottenere una foto con la giusta esposizione, o in termini pratici, che non ci venga troppo chiara o troppo scura. Ogniuno di questi tre fattori oltre a darci un diverso effetto a seconda del valore che gli diamo, ci dà anche una diversa luminosità. Ogni volta dobbiamo pensare a cosa stiamo fotografando e a cosa devo settare per primo per avere l'effetto che voglio, poi regolare gli altri per ottenere la luminosità giusta. Vediamo alcuni casi:
- Ritratto in condizioni di luce normale diurna: un ritratto classico deve focalizzare l'attenzione sul volto e sugli occhi di solito, per farlo dobbiamo mettere a fuoco solo il nostro soggetto e sfocare tutto il resto. Allora impostiamo un f più basso possibile stile f 3, f 4, f 5 ecc. Questo ci darà uno sfocato buono ma per accentuarlo dobbiamo scattare col nostro obbiettivo più zummato possibile. Valori di f così bassi ci daranno molta luce che entra al sensore e quindi molta luminosità, e per regolarla dobbiamo muoverci col tempo di scatto impostandolo abbastanza veloce del tipo 1/250, 1/300, 1/400, 1/500. L'ISO cercheremo di lasciarla a 100 o se siamo verso il tramonto possiamo alzarci su 200 o 400 se necessario. Il ritratto quindi non presenta particolari difficoltà perché si scatta con tempi veloci che non ci daranno mai problemi di mosso, semmai potremmo averi problemi sul piano di fuoco che essendo corto potrebbe darci parti del volto sfocate a seconda dell'obbiettivo che usiamo.
- Paesaggi: la prima cosa importante è di mettere una f alta in modo da ottenere molta profondità di campo e non sfocare parti importanti. Quindi impostato la f su valori più elevati possibile, questa ci comporta poca luce e poca luminosità. Questo comporta l'alzare il tempo di scatto su valori stile 1/100, 1/80, 1/50 per andare alla giusta esposizione. Se siamo costretti a scendere su valori del tipo 1/20, 1/10, 1/8 è sempre bene utilizzare un cavalletto per tenere il corpo macchina fermo ed evitare il mosso. Questa condizione si verificherà soprattutto vicino al tramonto o all'alba quando la luce è meno intensa. L'ISO alle solite è bene mantenerla bassa se possibile.
- Fotografia Sportiva o di Movimento: in questo tipo di foto c'è un soggetto che si muove più o meno velocemente a seconda che si tratti di un auto o di un atleta. Dobbiamo quindi per primo regolare il tempo di scatto abbastanza veloce in modo da congelare bene il movimento senza avere mosso a meno che non lo vogliamo. Poi  regolare il diaframma e l'ISO in modo da dare la giusta luminosità. Ad esempio tempo di scatto  1/400 e f 4, se poi la foto risulta comunque buia andiamo ad alzare il valore dell'ISO.

APPUNTI: Diaframma e ISO

Eccoci al secondo elemento che compone il triangolo dell'esposizione, ma forse il più importante per dare il giusto impatto alle nostre foto. Il diaframma è un sistema di lamelle all'interno dell'obbiettivo che a seconda di come lo regoliamo crea un foro da dove filtra la luce sul sensore più ampio oppure più stretto.
Un foro ampio corrisponde ad un valore di f basso, ad esempio f 4, f 5 e molta luce che arriva al sensore. Al contrario f 16, f20 ecc, corrisponde ad un foro piccolo e meno luce che arriva sul sensore. Il diaframma di solito si regola così:
nelle reflex di fascia bassa (entry level) si regola premendo una specie di tasto che attiva la seconda funzione della ghiera del tempo di scatto. Invece per le reflex di fascia medio-alta si attiva con una seconda ghiera utilizzabile col pollice della mano destra nelle nikon oppure con una ghiera orrizzontale o joystick nelle canon. Il diaframma regola la profondità di campo delle foto: ovvero il piano entro il quale si riesce a mettere a fuoco le cose presenti nella foto, o meglio fino a dove riesco a mettere a fuoco.
 Se uso un valore di f basso ovvero col diaframma più chiuso, otterrò una profondità di campo elevata, ovvero metterò a fuoco soggetti vicini e lontani, mentre con un diaframma più aperto avvero f bassa, metterò a fuoco un soggetto che scelgo e il resto che si trova distante da esso risulterà sfuocato.
Sarà facile capire che a seconda di cosa vogliamo fotografare il diaframma va regolato diversamente:

- Paesaggi: impostare valori di f alti e diaframma quindi chiuso per mettere a fuoco più cose possibile fino a dove si vede, accentuare la pienezza delle nuvole e i lineamenti del paesaggio.
- Ritratti: contrario dei paesaggi, diaframma aperto con valori quindi di f alti per mettere a fuoco i volti e sfocare tutto il resto in modo da concentrare l'attenzione sul volto, che è il nostro soggetto principale.

Da notare che lo sfocato si accentua se zummiamo al massimo con l'obbiettivo. Una focale maggiore ci dà uno sfocato maggiore. Quindi se abbiamo ad esempio un 18-55, per fare un ritratto scatterò con l'obbiettivo impostato da 50 mm in su per accentuare l'enfasi sul volto.
Quindi in breve il diaframma ci permette di isolare soggetti e concentrarvi l'attenzione oppure di includere nelle foto più soggetti.

L'ISO invece non è altro che la velocità con cui si impressiona il sensore alla luce. Nella maggior parte delle reflex si va da ISO 100 fino a ISO 3200. ISO 100 corrisponde alla velocità di impressione del sensore più bassa ma anche alla massima qualità dell'immagine, mentre ISO 3200 o 6400 a una velocità molto elevata ma ad una bassa qualità dell'immagine.  E' facile capire che cercheremo di scattare su ISO 100 per ottenere la qualità migliore, ma in condizioni di scarsa luce saremo costretti ad alzare l'ISO per far risultare la foto più luminosa e alla corretta esposizione. Valori di ISO elevati vi potrebbero dare foto in cui noterete delle problematiche cromatiche a prevalenza di toni rossi e fastidiosi pixel rossastri sparsi nella foto: questo è ciò che viene chiamato rumore nelle foto.



Puoi approfondire in Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Profondit%C3%A0_di_campo
http://it.wikipedia.org/wiki/Velocit%C3%A0_della_pellicola

lunedì 21 novembre 2011

APPUNTI: Tempo di Scatto

Il tempo di scatto è il tempo vero e proprio in cui il sensore rimane esposto direttamente alla luce senza che lo specchio lo schermi. E' il tempo che intercorre da quando premiamo il tasto di scatto e facciamo alzare lo specchio a quando si riabbassa interrompendo il filtraggio della luce sul sensore. Di solito si regola con una ghiera regolabile con l'indice della mano destra. Sullo schermo della vostra fotocamera lo vedete come una frazione del tipo 1/80, 1/125, 1/250 oppure visualizzate solo il denominatore della frazione (80, 125, 250), questo varia a seconda della casa costruttrice della reflex. Se prendiamo ad esempio il tempo 1/100 sta proprio ad indicare il tempo di scatto in secondi, ovvero 1/100 = 0.01 secondi. Per rendervene meglio conto fate uno scatto a 1/200 e sentite quanto son ravvicinati i due scatti dell'otturatore; ora impostate un tempo di 1" e sentite che realmente passa un secondo tra il primo e il secondo scatto dell'otturatore.

- Su cosa influisce il tempo di scatto?
in generale ci serve per regolare la giusta quantità di luce nella foto, ovvero che esse si realizzi con i giusti colori e non risulti troppo luminosa (sovraesposta) oppure troppo buia se non addirittura nera (sottoesposta). Oltre a questo dobbiamo capire che a seconda delle condizioni e di quello che vogliamo realizzare nella foto, ci sono dei vincoli che dobbiamo rispettare per il tempo di scatto. Faccio qualche esempio:
> Evitare che la foto venga mossa: in generale c'è una regoletta che ci aiuta a seconda dell'obbiettivo che abbiamo montato. Diciamo che in generale se scattiamo ad una focale ad esempio di 50 mm non dobbiamo scendere sotto 1/50 di tempo di scatto, oppure per una focale di 300 mm non si scende sotto 1/300 per evitare problemi di mosso. Il denominatore del tempo di scatto non deve essere inferiore alla lunghezza focale a cui stiamo scattando.
Regoliamo il tempo in base ai movimenti nella foto: per movimenti nella foto intendo del soggetto che stiamo fotografando. Se voglio fotografare un bambino fermo, posso scattare con quasi tutti i tempi diciamo da 1/50 in su... la soglia sotto la quale cerco di non scendere mai per sicurezza è 1/125. Se invece il bambino sta camminando o peggio correndo e vogliamo scattare una foto non mossa, come se risultasse congelato, dobbiamo velocizzare il nostro tempo di scatto su valori tipo 1/200, 1/300, 1/400. Se invece vogliamo scattare una foto con un effetto diverso, tipo un mosso volontario sul bambino a creare come una scia che dia l'impressione del movimento allora dobbiamo scattare con 1/50, 1/30, 1/20 ecc.
Tempi ed Effetti
Con questa immagine si capisce meglio gli effetti che si ottengono. Con lo scatto a 1" si ottiene come una scia al posto dell'acqua perché durante il secondo il sensore immagazzina e sovrappone molte immagini. Essendo questa una foto scattata su cavalletto con macchina stabilmente ferma, si ottiene che le parti ferme come le rocce risultano ben definite mentre l'acqua mobile viene registrata in posizioni diverse e da vita a una sciata.

Uso del cavalletto: siamo costretti ad usarlo ad esempio in condizioni di scarsa luce dove siamo costretti ad usare tempi di scatto lunghi che ci darebbero immagini mosse scattando a mano libera.

giovedì 17 novembre 2011

APPUNTI: Reflex, cos'è?

Cos'è una macchina fotografica Reflex? è uno strumento con all'interno determinati meccanismi da noi comandabili che ci permettono di scattare delle foto secondo il nostro volere e gusto. Le parti fondamentali di una reflex sono il corpo macchina e l'obbiettivo. All'interno dell'obbiettivo c'è un sistema di lenti, ma soprattutto un diaframma (fig.1), ovvero un sistema di lamelle che ci permette di variare la dimensione del foro all'interno dell'obbiettivo. Variando le dimensioni di tale foro determiniamo la quantità di luce che arriva sul sensore della nostra reflex. Il sensore appunto, si trova all'interno del corpo macchina, ed è ciò che sostituisce il fotogramma della vecchia pellicola analogica nei rullini. Quindi non è altro che un rettangolo composto di tantissimi pixel che al passaggio della luce si impressiona memorizzando una matrice di colori e informazioni che vanno a comporre la nostra immagine. Nel corpo macchina è presente uno specchio (da qui il nome reflex) che sta davanti al sensore inclinato di 45°. Quando la luce entra dall'obbiettivo, questa lo attraversa fino ad andare sullo specchio che la devia verso un prisma di forma pentagonale (pentaprisma) che con un sistema di rimbalzi della luce al suo interno, porta l'immagine nel mirino ottico, dove noi possiamo vedere l'immagine che scatteremo avvicinandovi il nostro occhio. Quando l'immagine che vediamo nel mirino ci piace, premiamo il tasto di scatto che non fa altro che far sollevare lo specchio e così facendo lascia passare la luce dall'obbiettivo direttamente sul sensore che si impressiona e memorizza la nostra foto. Questo è grosso modo quello che succede ogni volta che scattiamo una foto (fig.2). Per capire come comandare i vari parametri al meglio capendo quello che andiamo a variare con le nostre regolazioni, bisogna conoscere tre cose fondamentali: Diaframma, Tempo di scatto, sensibilità ISO. Questi tre parametri determinano la nostra foto, nel modo in cui esce fuori e come esce fuori. Essi vanno a determinare il famoso triangolo dell'esposizione.

Figura 1 - Diaframma, varie aperture

Figura 2 - Meccanismo di scatto


4: pentaprisma, 5: mirino ottico, 3: specchio alzato, 2: specchio abbassato, 6: sensore, 8: diaframma

mercoledì 16 novembre 2011

La Rotazione Terrestre

Tempo fa con Marco avevo comprato una rivista che conteneva una raccolta di foto stupende. Ci avevano colpito alcune foto in cui si vedevano paesaggi notturni con delle strane strisciate di luce al posto delle stelle. Da li la curiosità di capire come fosse possibile un simile effetto. Qualche ricerca sul web ed ecco saltare fuori lo Startrails: un genere di foto dove appunto si cerca di immortalare la rotazione delle stelle in un certo arco di tempo. Basta un cavalletto, un valore ISO medio tipo 200-400, un tempo di scatto prolungato e molta pazienza. Se si possiede un telecomando per il controllo remoto della reflex il gioco è più semplice in quanto possiamo impostare tempi di scatto a piacere che non si limitano ai 30 secondi massimi che si possono impostare dalla macchina normalmente. Per chi come me ha la limitazione di uno scatto di 30 secondi massimo deve fare una serie di scatti ripetuti nell'arco di circa un'ora o due. Poi caricare tutto in un apposito programmino gratuito che si chiama proprio startrails, avviare l'automatismo ed il gioco è fatto.
Startrails - Saline di Volterra, Novembre 2011
Nella sessione di prova che ho effettuato con Marco abbiamo scattato per circa un'ora ma metà delle foto non sono state utilizzate in quanto non ci eravamo accorti che l'umidità aveva appannato la lente dell'obbiettivo. La foto quindi si riferisce ad una rotazione nel tempo di circa mezzora/quaranta minuti. Per ottenere l'effetto rotativo è essenziale non includere la luna nella foto in quanto porterebbe troppa luminosità coprendo parte delle stelle, e  includere invece la stella polare che costituisce il centro di rotazione delle stelle. Devo ammettere che non siamo stati in grado di trovarla e inquadrando una parte di cielo a caso abbiamo avuto la fortuna di prenderla piena. Si vede bene essendo l'unica stella fissa nella foto. Prossimamente tenteremo una nuova foto ricordandoci degli errori fatti in questa prima sessione.

Cercando di uscire

Il solito giro con Marco, quando l'ispirazione viene meno e non si sa da che parte di campagna andare ecco che in soccorso ti vengono sempre le magiche istallazioni artistiche di Mauro Staccioli disseminate nei dintorni di Volterra. Questa la nostra interpretazione un po diversa dal solito di uno dei cerchi per la statale 68
Trying to get out - Volterra, Luglio 2011
Questo invece un'altro scatto con un'inquadratura normale del cerchio con Volterra sullo sfondo.
Untitled - Volterra, Luglio 2011

martedì 15 novembre 2011

La prima importante

Silhouette - Volterra, Maggio 2011
Questa la ritengo una delle prime foto che ho scattato degna d'esser ricordata. Non tanto per la foto in se che è di semplice realizzazione ma quello che per me rappresenta: una facile silhouette d'impatto al cala sole, che ritrae me e marco. Macchina posizionata sul cavalletto con l'autoscatto, diaframma abbastanza chiuso, tempo di scatto breve e il gioco è fatto. Questa più che una mia foto è una nostra foto dato che è fatta in intera compartecipazione. Io avevo la mia prima reflex da natale circa, Marco aveva appena comprato la sua dopo un'agognata ricerca sul web. Decidemmo di fare una breve uscita al tramonto in modo che io gli potessi spiegare un po come funzionava una reflex e i suoi principi base. Ero uscito con un 70-300 e quella foto era irrealizzabile con una focale così lunga. Mettemmo sul cavalletto la mia macchina con montato l'obbiettivo Minolta di Marco, un 28-80 che ci permetteva di avere una inquadratura buona. Realizzammo due scatti in posizioni diverse per poi sovrapporli in modo da dare l'impressione che ci fossero quattro persone nella foto ma in realtà siamo sempre noi. Quindi la mia macchina col suo obbiettivo e nella foto ci siamo sia io che lui, tutto a metà. Speravo che questa sarebbe stata solo la prima di una lunga serie di foto insieme, e così è stato fino ad oggi. E non è che l'inizio, ne sono certo.